Anno 39/Numero 1

Appalti pubblici della Pubblica Amministrazione, con brevi accenni alle forniture alimentari: criterio di economicità e clausole

Rivista : Anno 39/Numero 1
Autori/Authors : Sciarroni M.
Chiavi/Key : Appalti

Il settore agro-alimentare e la sua regolazione normativa risultano caratterizzati da una grande attenzione riguardo tutti gli aspetti qualitativi, economici, sociali e giuridici. Particolare importanza assume la disciplina relativa agli appalti pubblici di servizi e di forniture alimentari, visto il preminente obiettivo della salute umana e della sicurezza alimentare. Da ciò nasce l’esigenza di contemperare obiettivi di tipo economico e obiettivi di tipo sociale. La Pubblica Amministrazione può introdurre criteri sociali in materia di pubblici appalti, optando in tale maniera per una produzione più attenta alle condizioni di lavoro e al rispetto dei diritti umani lungo tutta la filiera produttiva. La stessa Amministrazione Pubblica, oltre ad essere il principale fruitore italiano in molti settori del mercato agro-alimentare è anche il maggior committente di appalti pubblici in siffatta materia, né deriva che l’amministrazione con una mirata politica di acquisti può assumere un ruolo regolatore nelle politiche sociali. Ciò con particolare riferimento a categorie di determinati lavoratori svantaggiati. A tale proposito il quadro normativo non può prescindere dal recepimento italiano delle Direttive Comunitarie sugli appalti pubblici, le quali espressamente prevedono, in perfetta linea con la giurisprudenza della Corte Europea, l’integrazione di elementi di tipo sociale nelle varie fasi dell’appalto. Premesso che tutta l’attività contrattuale dei soggetti tenuti all’applicazione di quanto disposto ai sensi del Codice Appalti pubblici, (d.lgs 163/2006) deve essere improntata alla qualità delle prestazioni, al rispetto dei principi di economicità, efficacia, tempestività e correttezza, altresì riguardo all’af¬fi¬damento vengono in rilievo i principi di libera concorrenza, non discriminazione, trasparenza, proporzionalità con le specifiche modalità indicate dal Codice. Scopo del lavoro è stata, dapprima l’analisi dell’operatività del principio di economicità, poi delle normative che consentono di attribuire rilievo alle clausole sociali, primaria attenzione è stata dedicata alla partecipazione ai singoli appalti ai lavoratori svantaggiati.

Sorveglianza nutrizionale e promozione della salute nei luoghi di lavoro

Rivista : Anno 39/Numero 1

La prevenzione nei luoghi di lavoro ed, in particolare, la sorveglianza sanitaria, hanno ormai un ruolo consolidato nell’ambito delle politiche sanitarie nazionali. Nonostante alcune significative esperienze condotte finora sul territorio nazionale, è ancora in fase embrionale la costruzione di una rete nazionale per la promozione della salute nei luoghi di lavoro. Obiettivo di questo lavoro è stato l’imple¬men¬ta¬zio¬¬ne di un sistema di sorveglianza nutrizionale integrato nell’ambito delle attività di sorveglianza sani¬taria sui dipendenti del Comune di Napoli, che il Dipartimento di Scienze Mediche Preventive del¬l’U¬niversità Federico II svolge a partire dal 2006. Sono stati rilevati, per ciascun lavoratore: dati anagrafici, anamnestici, professionali, antropometrici ed ematochimici. È stato inoltre somministrato, dopo standardizzazione del personale coinvolto, un questionario sullo stile di vita, comprendente una indagine semiquantitativa delle abitudini alimentari. I dati sono stati raccolti ed elaborati utilizzando il programma SPSS versione 13.0 ed il programma NAF (Nutrition Analysis of Food Frequency Questionnaire). 2303 lavoratori (di cui il 24.4% donne ed il 75.6% uomini) hanno aderito allo studio (percentuale di adesione: 47,3%). Di questi, solo il 24,4% è in normopeso, mentre il 42,1%, il 23,5% e l’8,7% risultano essere rispettivamente in condizioni di sovrappeso, obesità di I grado e obesità grave. Sono stati inoltre analizzati i principali determinanti dello stile di vita, comprese le abitudini alimentari. I ri¬sul¬tati emersi dal nostro studio sottolineano la necessità di programmi permanenti di promozione della salute sui luoghi di lavoro, da integrare, per ridurre i costi e massimizzare l’efficacia, nell’am¬bito del¬le attività di sorveglianza sanitaria già previste per legge.



Workplace Health Promotion and Medical Surveillance are actually extremely important in Health National Policies. Despite some significant experiences at a national level, it has not yet established a national network for Health Promotion in the Workplaces. A cross-sectional study was performed, providing the implementation of a Nutritional Surveillance program as part of the activities of Medical Surveillance on Naples Municipal employees. For every worker were collected personal, anamnestic, professional, anthropometric and ematochimic data. A questionnaire on lifestyle including a semi quantitative dietary habits evaluation was also administered. Data have been collected and analyzed using SPSS 13.0 and NAF’s (Nutrition Analysis of Food Frequency Questionnaire) programs. The final study sample comprised 2303 workers (75.6% male and 24.4% female), and the participation rate was 47.3%. Only 24,4% of the sample had a normal weight, whereas 42,1%, 23,5% and 8,7% were overweight, obese and severely obese respectively. Main determinants of lifestyle were also analyzed. The results of our study underline the need to plan specific Public Health strategies on the workplaces. This programs could be integrated in Medical Surveillance activities, which are established by national regulations, to be more effective and less expensive.

La produzione di latte di asina in una innovativa filiera latte per consumatori di fascia sensibile

Rivista : Anno 39/Numero 1
Autori/Authors : Fantuz F. Salimei E.

Il latte di asina ha destato negli ultimi anni un notevole interesse scientifico in quanto è risultato ben tollerato da bambini affetti da allergia alle proteine del latte vaccino ed il suo uso può essere indicato per la prevenzione dell’aterosclerosi. Il presente articolo riassume i risultati scientifici pubblicati in letteratura circa la produzione e le caratteristiche di composizione del latte di asina, evidenziando le similitudini e le differenze rispetto al latte umano e vaccino, anche da un punto di vista igienico-sanitario. Il latte, alimento di elezione per la crescita neonatale, non è solo una fonte di antigeni alimentari ma è anche vettore di componenti nutraceutiche. Tra queste, nel latte di asina sono stati determinati alcuni peptidi dotati di attività umano simile, di notevole interesse scientifico. Nel richiamare l’importanza della nutrizione per i suoi effetti sulla produzione di latte e sullo stato di benessere delle asine, il presente articolo esamina alcune caratteristiche dietetiche di fondamentale importanza per il monogastrico erbivoro. La diffusione, attualmente in corso, dell’allevamento asinino per la produzione di latte da destinare a lattanti, anziani o soggetti allergici può contribuire alla rivitalizzazione di microeconomie nelle aree marginali e collinari, con positivi risvolti in termini di salvaguardia del territorio e della biodiversità animale.



In the last few years donkey’s milk is raising a remarkable scientific interest since it has been demonstrated that such a milk is well tolerated by infants suffering of cow’s milk protein allergy and its use could be of great interest for the prevention of atherosclerosis. The current paper reviews the scientific results published in literature about milk production and compositional characteristics of donkey’s milk, marking similarities or differences compared to human and bovine milk. Hygienic parameters are also considered. Milk, the best food for neonatal growth represents not only a source of antigens but also a source of nutraceutical compounds. Among them some peptides showing human-like activity are observed in donkey’s milk. Reminding the importance of nutrition in affecting milk production and jennies welfare the current paper considers some dietary characteristics crucial for the herbivorous monogastric. Breeding of donkeys for production of milk for infants, elderly or allergic people is currently developing and this can contribute in improving micro-economies in marginal or hilly areas with positive effects on environment preservation and animal biodiversity.

Barley and Emmer improve redox status and modulate some immune parameters in rats

Rivista : Anno 39/Numero 1

L’orzo ed il farro contengono diversi composti antiossidanti ma i loro effetti biologici in vivo, particolarmente a livello dello stato redox e delle funzioni immunitarie, non sono stati studiati. L’obiettivo del presente studio è quello di valutare le risposte fisiologiche di alcuni parametri immunologici e redox all’orzo ed al farro inclusi nella dieta di ratti in accrescimento. Le diete sperimentali contenenti il 53% di orzo o di farro sono state somministrate per 6 settimane a ratti maschi in fase di accrescimento. Dopo il periodo di alimentazione sono stati misurati nel plasma il contenuto totale di polifenoli, la capacità antiossidante totale e la concentrazione di proteine carboniliche. Sono stati anche isolati dai linfonodi mesenterici i linfociti sui quali è stata misurata la proliferazione cellulare e le sottopopolazioni delle cellule T. L’orzo ed il farro hanno mostrato un elevato contenuto di composti fenolici ed hanno indotto una elevata capacità antiossidante totale e una bassa concentrazione di proteine carboniliche nel plasma ad indicazione di un migliorato stato redox. Le risposte proliferative e i rapporti CD4+/CD8+ dei linfociti mesenterici dei ratti alimentati con diete a base di orzo e farro erano anch’essi elevati, senza differenze significative tra i due cereali.



Barley and Emmer contain many antioxidant compounds, but their biological effects in vivo, particularly at the level of redox status and immune functions have not been investigated. The objective of this study is to evaluate the physiological responses of some immunological and redox parameters to dietary barley and emmer flours in a rat model. Experimental diets, one rich in barley and the other in emmer flour (53%) have been fed for 6 weeks to growing male rats. After the experimental period total polyphenols content, total antioxidant capacity and protein carbonyl concentration were measured in plasma. Lymphocytes were isolated from mesenteric limphonodes and cellular proliferation and T-cell subpopulations were analyzed. The barley and emmer flours showed elevated phenolic contents, induced elevated plasmatic antioxidant capacity and low oxidative status. The proliferative responses and the CD4+/CD8+ ratios of mesenteric lymphocytes of rats fed with barley and with emmer were also elevated without significative differences between them.

Spectrophotometric detection of changes in phenol content of red berry skins during grape ripening

Rivista : Anno 39/Numero 1
Autori/Authors : Giuffrè A.M.

È stata utilizzata la spettrofotometria per caratterizzare e quantificare composti fenolici quali: Acidi Idrossi Cinnamil Tartarici, Flavonoli e Antocianine, nelle bucce di quattro varietà rosse di Vitis vinifera L. (Alicante, Malvasia nera, Nerello e Prunesta), coltivate nella provincia di Reggio Calabria (Italia Meridionale). Sono state eseguite cinque campionature durante la maturazione, a intervalli settimanali.
È stata monitorata l’evoluzione di queste frazioni fenoliche, separando i fenoli in classi differenti
mediante SPE. È stata utilizzata la resina Serdolit XAD-2. Ciò ha consentito buone prestazioni in termini di linearità, accuratezza e precisione. Le bucce degli acini hanno mostrato di essere ricche in componenti fenolici e specialmente in antocianine il cui contenuto aumenta durante la maturazione, mostrando il massimo alla maturità commerciale dell’uva.



Spectrophotometric detection was performed in order to characterize and to quantify phenolic compounds, Hydroxycinnamic Tartaric Acids (HCTAs), Flavonols and Anthocyanins, in berry skin of four different red Vitis vinifera L. varieties, (Alicante, Black Malvasia, Nerello and Prunesta), cultivated in the Reggio Calabria province
(South Italy). Five samplings were conducted during ripening, at weekly intervals. The evolution of these phenolic fraction has been monitored by separating the phenols into different classes by SPE. The adsorbing resin Serdolit XAD-2 was employed. This approach provided good performance in terms of linearity, accuracy and precision. Grape skin showed to be rich in phenolic components and especially in anthocyanins whose content increased during ripening, being maximum at commercial ripeness of grapefruit.

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