Anno 41/Numero 4

Integratori alimentari a base erboristica

Rivista : Anno 41/Numero 4
Autori/Authors : Toti E.

Gli integratori alimentari sono definiti dalla normativa come: “prodotti alimentari destinati ad integrare la comune dieta e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive, quali le vitamine e i minerali, o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, in particolare, ma non in via esclusiva, aminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre ed estratti di origine vegetale, sia monocomposti che pluricomposti, in forme predosate”. È una definizione ufficiale che rispetta il principio generale della corretta scelta ed alternanza di cibi, quale fonte primaria di nutrienti per garantire e mantenere l’equilibrio dell’organismo. Gli integratori infatti non sono alimenti dietetici, dal momento che non devono soddisfare particolari esigenze nutrizionali o fisiologiche.

Alimenti OGM e consumatori

Rivista : Anno 41/Numero 4
Autori/Authors : Sciarroni M.

Il dilagare dell’evoluzione tecnologica ha coinvolto importanti settori del mercato agro-alimentare, introducendo numerose problematiche inerenti la regolamentazione degli alimenti geneticamente modificati. Ciò con particolare riguardo alla salvaguardia dell’ambiente e alla tutela della salute umana. L’avvento delle biotecnologie ha delineato nettamente la distinzione tra prodotti naturali-biologici e prodotti manipolati artificialmente. Quest’ultimi hanno da sempre suscitato grande clamore, in considerazione del fatto che nel mondo scientifico vige un certo grado di incertezza sulle possibili conseguenze di tali prodotti sull’ambiente e sull’uomo. Dacchè è sorta l’esigenza di introdurre e di predisporre taluni strumenti volti a prevenire e a controllare eventuali effetti deleteri e dannosi. Numerose aziende investono risorse e capitali nell’ambito della ricerca e della fabbricazione di prodotti geneticamente modificati. Al riguardo è emersa la necessità, avvertita fortemente dall’Unione Europea, di trovare il corretto bilanciamento tra le esigenze di libera circolazione dei prodotti suindicati e la predisposizione di misure di giusta tutela dei cittadini-consumatori. Appare pacifico, infatti, l’atteggiamento prudente del legislatore Comunitario, il quale ha improntato l’intero apparato normativo alla salvaguardia della salute e dell’ambiente. Risulta molto complesso il procedimento di autorizzazione relativo sia all’emissione deliberata di OGM nell’ambiente per fini diversi dall’immissione in commercio e sia quello inerente proprio l’immissione sul mercato. L’ iter procedurale è stabilito dalla Direttiva 2001/18 CE, recepita in Italia dal D.lgs 224/2003. Tale Direttiva viene considerata il cardine dell’intera disciplina. Nello specifico la regolamentazione degli alimenti geneticamente modificati è contenuta nei due Regolamenti CE 1829/2003 e 1830 /2003. Il primo relativo agli alimenti e ai mangimi di cui si discute e il secondo riguardante la tracciabilità e l’etichettatura dei medesimi e di alimenti e mangimi ottenuti a partire da OGM, nonché recante la modifica della Direttiva CE 2001/18. Il presente lavoro, dapprima ha preso in esame la normativa suindicata, accennando anche alle legislazioni extraeuropee, il cui approccio nei confronti del tema trattato appare molto diverso. Successivamente si è posta l’attenzione sull’informazione e sulla protezione dei consumatori.

Nutrizione e salute R. Pellati - Anno 2012 Numero 4

Rivista : Anno 41/Numero 4
Autori/Authors : Pellati R.

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Atti del Convegno Il piano alimentare nei servizi socio-educativi per la prima infanzia

Rivista : Anno 41/Numero 4

Atti del Convegno

Il piano alimentare nei servizi socio-educativi per la prima infanzia (0-3 anni) e negli istituti scolastici - Aspetti nutrizionali, igienici, sociali e psicologici.

I servizi socio educativi per la prima infanzia costituiscono un sistema di opportunità educative per favorire, in collaborazione con le famiglie, l’armonico sviluppo psico – fisico, affettivo e sociale dei bambini e delle bambine di età compresa tra i tre mesi ed i tre anni. Sostenere le famiglie e favorire l’occupazione femminile rappresenta un fondamentale investimento per il futuro. “La sicurezza alimentare sussiste quando tutte le persone in qualsiasi momento hanno accesso fisico sociale ed economico a cibi nutrienti, sani e sufficienti a soddisfare le loro preferenze dietetiche ed alimentari per una vita attiva e sana” (FAO). L’obiettivo del seminario “Il piano alimentare nei servizi socio-educativi per la prima infanzia (0-3 anni) e negli istituti scolastici - Aspetti nutrizionali, igienici, sociali e psicologici”, organizzato a Roma da FoSAN il 19 Ottobre 2012, nell’ambito della Manifestazione “Settimana della Vita Collettiva (SEVICOL)”, è stato quello di promuovere la prevenzione alla salute nella prima infanzia ed osservare le strategie di intervento dei nidi curandone l’aspetto nutrizionale e le strategie di autocontrollo. Sono stati presentati, inoltre, degli studi relativi sulla qualità nutrizionale dei pasti della popolazione scolastica italiana. La giornata ha fornito numerosi spunti di riflessione tra i presenti. Pertanto la Redazione ha voluto la pubblicazione degli atti del convegno per poter divulgare gli interventi presentati; eventuali approfondimenti possono essere richiesti alla redazione, all’indirizzo email: segreteria.fosan@gmail.com

Metodologie Analitiche Innovative in Olivicoltura Biologica

Rivista : Anno 41/Numero 4

In tale lavoro di ricerca è stata utilizzata una metodologia altamente innovativa quale la spettrometria di massa a rapporto isotopico (IRMS) congiuntamente ad analisi statistica dei risultati ottenuti con lo scopo di individuare possibili marcatori di processo in olivicoltura biologica. In particolare, dai risultati preliminarmente ottenuti considerando cultivar calabresi quali Nocellara, Tondina, Dolce di Rossano, Cassanese, Carolea e Roggianella nelle due campagne olearie 2010/2011 e 2011/2012 si evince che il rapporto isotopico dell’azoto sembra essere una variabile statisticamente significativa nella discriminazione tra olivicoltura biologica e convenzionale.

Indagine sulle preferenze di consumo di frutta e verdura nei bambini italiani

Rivista : Anno 41/Numero 4

Lo studio ZOOM8 ha esaminato in un campione di 1740 bambini italiani di 8-9 anni l’aderenza alla dieta mediterranea (DM), che è risultata tra le più basse in Europa. In questo lavoro sono presentati i risultati sulle preferenze di consumo per frutta e verdura degli stessi soggetti. Tali dati sono stati ricavati dal questionario di frequenza alimentare semi-quantitativo e da quello sullo stile di vita del bambino, compilati dai genitori. L’aderenza alla DM è stata valutata attraverso l’indice KIDMED. Appena il 5,0% del campione ha un’alta aderenza (il 62,2% media e il 32,8% bassa). La scarsa aderenza è caratterizzata soprattutto da un basso consumo di frutta e verdura. Sono stati riferiti ostacoli al consumo di frutta/verdura/legumi per circa un terzo del campione; tra i principali soprattutto il fatto che ai bambini non piacciano tali alimenti. Solo il 32,8% dei genitori ritiene che consumare le verdure “più di una volta al giorno” sia la corretta abitudine. I frutti maggiormente preferiti sono risultati: arance (81,8%); mele (60,9%); banane (58,6%) e fragole (53,7%); le verdure: insalata (47,8%), pomodoro (45,9%) e spinaci (39,1%). Sono state rilevate associazioni significative delle preferenze di frutta/verdura con genere e area geografica. Nei programmi di educazione nutrizionale è essenziale considerare che gran parte dei bambini non gradisce frutta e verdura e tende a non variare le proprie scelte. E’ importante quindi portarli a conoscere, assaggiare e godere di questi cibi sia in famiglia che a scuola. Anche le conoscenze alimentari dei genitori avrebbero bisogno di attenzione e di essere migliorate.

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