Bevilacqua N.

Adolescenti e bevande alcoliche: evoluzione dello stile alimentare mediterraneo

Rivista : Anno 44/Numero 1

Sommario

L’attitudine al consumo di bevande alcoliche in Italia è mutata negli anni passando da uno stile definito mediterraneo ad un consumo più assimilabile al modello nord europeo: caratterizzato da una riduzione del consumo totale di alcolici e da una contestuale riduzione dei consumi di vino. Nel tempo si è passati dal consumo di una bevanda a basso gradazione alcolica, come il vino, consumato principalmente durante i pasti al un consumo di altre bevande alcoliche, fondamentalmente superalcolici, ingeriti frequentemente lontano dai pasti. Le sostanze bioattive presenti nel vino sono state riconosciute da anni come apportatici di nutrienti e ne è stato altresì dimostrato il ruolo salutistico, a patto che tale bevanda sia consumata a pasto e nelle quantità raccomandate. Il mutamento nelle abitudini legate ai consumi alcolici può far venir meno tali potenzialità benefiche sostituendole con le conseguenze negative legate all’abuso di alcol. Anche l’età in cui si inizia a bere alcolici desta particolare preoccupazione: sempre più frequentemente “il primo incontro” con l’alcol avviene in età precoce, quando ancora lo specifico enzima necessario per la degradazione dell’alcol (l’alcol deidrogenasi) non è ancora presente nell’organismo. Accanto a questo si è registrato un fenomeno particolarmente allarmante anche da un punto di vista sociale: il “binge drinking”, caratterizzato dal consumo in una unica occasione di 6 o più unità alcoliche, fenomeno presente anche e soprattutto nei giovani e negli adolescenti.

Abstract

Changing Patterns in the Italian consumption of alcoholic beverages was noted: from a model defined Mediterranean to a model comparable to northern European countries. Over time we passed from the consumption of a beverage with low alcohol content, such as wine, consumed mainly during meals to the consumption of other alcoholic beverages, mainly spirits, frequently consumed far from meals. In the last decades was recorded a reduction in the total consumption of alcoholic beverages but a simultaneous reduction in  wine consumption.
The role of wine bioactive compounds has been stated from several authors as long as the drink is consumed at meal and in the recommended quantities. The change in alcohol consumption patterns may reduce the potential healthful action of polyphenols and led also to negative consequences of alcohol abuse.
More and more frequently the first exposure to alcohol consumption is at very early age, when the enzyme required for for alcohol degradation (alcohol dehydrogenase) is not yet present enough in the body. Moreover is a particular concern a social phenomena with implications for public health: the "binge drinking", characterized by the consumption in a unique occasion of 6 or more units of alcohol by youth and adolescents.

 

Obesità e prima colazione nei bambini del Lazio

Rivista : Anno 40/Numero 3

L’aumento dell’obesità è riconosciuto come uno dei principali problemi di salute pubblica. Studi epidemiologici hanno dimostrato che l’assunzione della prima colazione svolge un ruolo fondamentale nella qualità nutrizionale e nell’adeguatezza della dieta. Ciò è valido per ogni età, ma in modo particolare per i bambini in età scolare. Una buona qualità di questo pasto contribuisce ad un’assunzione bilanciata di macro e micronutrienti ed è associata ad un Indice di Massa Corporea (IMC) più basso.
Scopo del presente lavoro è di verificare la correlazione fra sovrappeso/obesità e consumo della prima colazione in bambini in età scolare.
Il presente lavoro riguarda 7790 bambini, di 9 anni, residenti nella regione Lazio. Informazioni sulla prima colazione sono state raccolte chiedendo a ciascun bambino il tipo e la quantità degli alimenti assunti nel giorno dell’indagine a colazione, lo stato nutrizionale è stato valutato attraverso la misura del peso e della statura, tali informazioni sono state raccolte seguendo le raccomandazioni internazionali (OMS, 1995) da personale standardizzato. Lo stato nutrizionale è stato valutato attraverso le tabelle dell’International Obesity Task Force.
La prima colazione non è stata consumata dal 15,9% del campione, l’IMC di questi bambini è risultato significativamente più alto rispetto a quelli che hanno consumato questo pasto. Inoltre i bambini che hanno saltato la prima colazione presentano un percentuale significativamente superiore di obesi e sovrappeso. Tali risultati mostrano come l’abitudine alla prima colazione può ridurre il rischio di sovrappeso e obesità.



The increasing phenomenon of childhood obesity in the western world is recognised to be an important public health issue. Epidemiological studies showed that a regular consumption of breakfast plays a key role in nutrition quality and adequacy of diet. This is true at any age and particularly in school-aged children.
A good quality of this meal contributes to a more balanced daily intake of macronutrients and micronutrients amongst children, besides, it is associated with a lower Body Mass Index (BMI).
The aim of this study is to investigate the relationship between overweight/obesity and breakfast in school children.
For this purpose, we have investigated 7790 children, aged 8,9  0,3 years, living in the Italian region of Lazio.
Data about breakfast were collected by asking each child the type and quantity of foods eaten. Nutritional status was assessed by weight and height measured by standardized collectors accordingly to the World Health Organization guidelines; overweight and obesity were defined by the International Obesity Task Force method.
A first analysis indicates that 15,9% of the sample did not eat anything for breakfast. Mean BMI is significantly higher for children who skipped breakfast than children breakfast consumer. Moreover, the breakfast skippers show a significantly higher percentage of obese and overweight children. The results of this investigation attest that the habit of breakfast consumption might reduce the risk of overweight and obesity.

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