Giannini R.

Indagine sull’impiego dei prodotti dietetici ipoproteici nei pazienti con insufficienza renale cronica

Rivista : Anno 39/Numero 3

La dieta ipoproteica ha un ruolo centrale nella terapia conservativa dell’insufficienza renale cronica (IRC). L’impiego di prodotti dietetici ipoproteici consente di ridurre l’introito alimentare di proteine a basso valore biologico (pane e pasta) in modo da favorire l’introito di proteine ad alto valore biologico.
Abbiamo studiato il gradimento degli alimenti ipoproteici su un campione di 100 pazienti con IRC afferenti all’Unità Operativa di Scienza dell’Alimentazione e Dietetica dell’Azienda USL di Modena. I pazienti avevano un’età mediana di 70 anni e il 97% di essi era stato trattato od era in trattamento con dieta ipoproteica da 0.6 o 0.8 g proteine/kg peso corporeo ideale/die. Soltanto il 56% dei pazienti riferiva che i prodotti ipoproteici non differiscono “per nulla” o “poco” da quelli usuali e la probabilità di una risposta maggiormente negativa decresceva all’aumentare dell’età. Soltanto il 26% dei pazienti dichiarava però “nulla” o “poca” la sostituibilità dei prodotti normali con quelli ipoproteici. Questo dato è confortante e deve servire da stimolo all’industria per migliorare ulteriormente i prodotti ipoproteici e al dietista per trovare nuovi mezzi per migliorare la compliance.



The low-protein diet has a central role in the management of patients with chronic renal disease (CRD) undergoing conservative treatment. Low-protein foods help to reduce the intake of low-quality proteins and to increase the intake of proteins of high biological value. We studied the satisfaction with low-protein foods in 100 consecutive CRD patients followed at the Unit of Dietetics of the Azienda USL of Modena (Italy). The patients had a median age of 70 years and 97% of them was being treated or had been treated with a low-protein diet containing 0.6 or 0.8 g proteins/kg of ideal body weight/day. Only 56% of the patients declared that low-protein foods do not differ or differ slightly from usual foods and the probability of a more negative answer decreased with increasing age. However, only 26% of patients declared that low-protein foods cannot replace usual foods or can replace them with great difficulty. These findings should stimulate the industry to ameliorate low-protein foods
and dietitians to find new ways to improve compliance with the low-protein diet.

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