Troiano E.

Editoriale

Rivista : Anno 40/Numero 3
Autori/Authors : Troiano E.

La globalizzazione della catena alimentare fa emergere costantemente nuove sfide e rischi per la
tutela della salute e del diritto all’informazione dei consumatori. L’obiettivo fondamentale delle
politiche di sicurezza comunitaria e nazionale consiste nel raggiungere i massimi livelli di tutela
della salute e degli interessi dei consumatori, tenendo conto della diversità e peculiarità territoriali,e garantendo al tempo stesso l’efficace funzionamento del mercato interno.
Per realizzare tale obiettivo, numerosi sono stati gli strumenti e gli sforzi finora messi in campo:
l’approccio basato sulla valutazione dei rischi “dal produttore al consumatore”, la tutela dell’informazione del consumatore attraverso una corretta etichettatura, i controlli ufficiali, il sostegno culturale e scientifico alle attività svolte dalle istituzioni, tra cui è sempre importante citare e ricordare l’Autorità Europa per la Sicurezza Alimentare.
Questo approccio globale e integrato, nel quale le responsabilità degli operatori del settore alimentare e delle autorità competenti sono espressamente definite e nel quale la ricerca di base ed applicata rappresenta un anello fondamentale, è sinonimo di una politica alimentare coerente, efficacee dinamica.
In questo numero della Rivista di Scienza dell’Alimentazione, l’essenza di questo approccio è estremamente chiara ed estrinsecata attraverso il contributo multidisciplinare di numerosi autori, di differenti afferenze e competenze, che vanno tutti nella direzione della tutela della qualità e della sicurezza alimentare del consumatore, intesa nel suo aspetto globale di sicurezza igienico-sanitaria e nutrizionale: dai determinanti del sovrappeso e dell’obesità in età infantile, alle caratteristiche tecnologiche degli alimenti, alle problematiche connesse alle contaminazioni, alla legislazione.
Mi piaceva concludere questo mio editoriale ribadendo ancora una volta quanto la FOSAN abbia
creduto e continui a credere in questa rivista e nella sua essenza – la pragmaticità, il rigore scientifico e metodologico, l’attenzione al contesto intesa proprio come “stare al passo con i tempi” – e rinnovando l’invito a tutti i lettori ad inviare contributi relativi alla propria competenza ed attività professionale e/o di ricerca.
Buona lettura!acqua potabile è un principio, sancito

Ersilia Troiano
Direttore Responsabile

Editoriale

Rivista : Anno 40/Numero 2
Autori/Authors : Troiano E.

Il diritto all’acqua potabile è un principio, sancito ufficialmente dall’Organizzazione delle Nazioni
Unite, ovvio solo in teoria. Di fatto, una parte significativa dell’umanità è esclusa dall’accesso sicuro e sufficiente ad una delle risorse fondamentali per la sopravvivenza.
FOSAN ha inteso dare il proprio contributo all’affermazione di questo principio contribuendo alla divulgazione delle linee guida per la qualità delle acque potabili dell’Organizzazione Mondiale
della Sanità, presentate nel corso della Water Week a Singapore.
Questa scelta nasce dalla consapevolezza che, sebbene numerosi ostacoli di natura politica ed
economica si interpongano all’affermazione del diritto all’acqua per tutti, la diffusione della conoscenza e dell’informazione rappresenta un’imprescindibile premessa per la presa di coscienza e la messa in atto di comportamenti adeguati.
Nella direzione della sicurezza dell’alimentazione vanno anche i contributi scientifici presenti in questo numero, molto interessanti non solo dal punto di vista scientifico, ma altresì dal punto di vista pratico ed applicativo, sui livelli di nitrato negli alimenti vegetali in Italia e sui parametri chimici in grado di caratterizzare il valore nutrizionale di un olio durante il periodo di maturazione.
Sempre attuali e ricchi di spunti di approfondimento i contributi delle rubriche a carattere giuridico, legislativo ed informativo a cura dei nostri esperti.
L’uscita di questo numero della Rivista di Scienza dell’Alimentazione è infine un’occasione gradita per presentarvi la seconda monografia della Collana Scientifica Biblioteca di Cultura Alimentare (BCA). Diretta a coloro i quali si apprestano all’approccio alle tematiche della legislazione alimentare, pur non avendo una preliminare conoscenza delle nozioni giuridiche collegate al diritto alimentare, “Legislazione agroalimentare: un identikit” – a cura di Elisabetta Toti e Giovina Catasta dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN) – rappresenta una guida pratica e agevole che offre nozioni giuridiche basilari ed essenziali, che permettono di esaminare e di capire una normativa in costante aggiornamento.

Ersilia Troiano
Direttore Responsabile

Il ruolo del Dietista nel progetto alimentare della scuola

Rivista : Anno 40/Numero 1
Autori/Authors : Troiano E.
Chiavi/Key : dieta/diet

Una delle sfide più importanti ed attuali che la salute pubblica si è trovata ad affrontare negli ultimi anni, purtroppo ancora con successi troppo scarsi, è rappresentata dalla promozione di corretti stili di vita, cui l’evidenza scientifica ha attribuito un chiaro ruolo nell’ambito della prevenzione di numerose patologie cronicodegenerative, prime tra tutte il sovrappeso e l’obesità, ormai dilaganti nei Paesi ad elevato standard economico (e in aumento in quelli ad economie emergenti), anche in fasce d’età storicamente “protette”, quali i bambini e gli adolescenti (Fruhbeck G., 2000).
Non a caso la nutrizione e l’attività fisica rientrano come “priorità chiave” nella politica di sanità pubblica già da tempo; a tal proposito, basti pensare che la prevenzione dell’obesità e del sovrappeso rientrano tra gli obiettivi strategici del Piano Sanitario Nazionale già dall’ormai lontano 2002 (Ministero della Salute, 2002).

Editoriale

Rivista : Anno 39/Numero 4
Autori/Authors : Troiano E.

La tutela della qualità dei prodotti agroalimentari italiani passa attraverso la ricerca di base ed applicata per il contributo che essa può fornire all’affermazione della dieta mediterranea, universalmente riconosciuta quale modello alimentare più idoneo al mantenimento di un buono stato di salute, all’innovazione nei sistemi di controllo di qualità e tracciabilità, al miglioramento delle produzioni agricole e dei metodi di produzione, alla valorizzazione dell’unicità delle caratteristiche organolettiche e di salubrità delle nostre produzioni tipiche. Una recente indagine sul contributo del made in Italy alla ripresa economica, realizzata da Coldiretti - Swg nell’ottobre 2010, ha confermato che il primato italiano ha una connotazione non solo di natura economica, ma anche e soprattutto salutistica, sociale e scientifica. La percezione del consumatore è, infatti, quella che il prodotto italiano sia “superiore” in termini caratteristiche organolettiche, tutela legislativa e vigilanza, e pertanto considerato come un prodotto “buono e sicuro” da consumare. Un altro aspetto che va assolutamente sottolineato in tale ambito è la condizione di “avanguardia” che ha contraddistinto l’Italia in termini non solo scientifici, ma anche legislativi e metodologici. Mentre in Italia, infatti, la legge 125 introduceva, nel lontano 1954, le denominazioni d’origine e tipiche, in Europa si comincia a parlare di “promuovere prodotti alimentari di qualità pregiata” solo quarant’anni dopo, nel 1991. Sempre nel 1991, il primo regolamento sul biologico, e nel 1992 nascevano le DOP, le IGP e le STG (sebbene solo con il Reg. 2078/92 siano poi arrivati i primi sostegni economici a tali produzioni). Il 15 ottobre 2008 veniva pubblicato il Libro Verde sulla qualità dei prodotti agricoli, e nel 2009 si è riconosciuto (nella comunicazione della Commissione delle Comunità Europee 2009, 234) che «il settore agroalimentare dell’UE gode di una reputazione di alta qualità …» grazie ad «un’ampia varietà di prodotti scaturiti da diverse tradizioni regionali». Il quadro innegabile che così si compone mostra quindi che nel campo della politica della qualità esiste uno scarso allineamento tra le strategie italiane e quelle europee, un quadro in cui spesso l’Italia è parsa impegnata in lunghe battaglie per l’affermazione dell’obiettivo qualità quale componente essenziale delle politiche di valorizzazione delle produzioni del settore agroalimentare. Questo numero della Rivista di Scienza dell’Alimentazione vuole essere un contributo all’affermazione della leadership qualitativa del settore agroalimentare italiano in tutto il mondo. Abbiamo infatti voluto raccogliere contributi scientifici e tecnici che sottolineano, ancora una volta, come sia per quanto riguarda la ricerca scientifica e tecnologica che nell’ambito più strettamente normativo, il lavoro svolto è coordinato e mirato specificamente alla tutela del prodotto attraverso l’innovazione, quale base portante dell’unicità del mondo agroalimentare italiano. Interessanti e innovativi, inoltre, gli spunti di approfondimento ed aggiornamento riportati nella rubrica Nutrizione e Salute: dall’importanza della vitamina D alla celiachia, fino al nuovo e importante filone di ricerca sull’alimentazione pre- e neonatale. Nel chiudere questo editoriale di fine anno e questo primo anno in qualità di Direttore Responsabile, doverosi sono i ringraziamenti al Consiglio di Amministrazione FoSAN, al Comitato Scientifico della Rivista ed al Direttore Scientifico, Prof. Gianni Tomassi, e a tutti gli autori per la qualità del loro contributo scientifico. E last but not least, a tutti i lettori ed ai nostri abbonati.

Ersilia Troiano
Direttore Responsabile

Sorveglianza nutrizionale e promozione della salute nei luoghi di lavoro

Rivista : Anno 39/Numero 1

La prevenzione nei luoghi di lavoro ed, in particolare, la sorveglianza sanitaria, hanno ormai un ruolo consolidato nell’ambito delle politiche sanitarie nazionali. Nonostante alcune significative esperienze condotte finora sul territorio nazionale, è ancora in fase embrionale la costruzione di una rete nazionale per la promozione della salute nei luoghi di lavoro. Obiettivo di questo lavoro è stato l’imple¬men¬ta¬zio¬¬ne di un sistema di sorveglianza nutrizionale integrato nell’ambito delle attività di sorveglianza sani¬taria sui dipendenti del Comune di Napoli, che il Dipartimento di Scienze Mediche Preventive del¬l’U¬niversità Federico II svolge a partire dal 2006. Sono stati rilevati, per ciascun lavoratore: dati anagrafici, anamnestici, professionali, antropometrici ed ematochimici. È stato inoltre somministrato, dopo standardizzazione del personale coinvolto, un questionario sullo stile di vita, comprendente una indagine semiquantitativa delle abitudini alimentari. I dati sono stati raccolti ed elaborati utilizzando il programma SPSS versione 13.0 ed il programma NAF (Nutrition Analysis of Food Frequency Questionnaire). 2303 lavoratori (di cui il 24.4% donne ed il 75.6% uomini) hanno aderito allo studio (percentuale di adesione: 47,3%). Di questi, solo il 24,4% è in normopeso, mentre il 42,1%, il 23,5% e l’8,7% risultano essere rispettivamente in condizioni di sovrappeso, obesità di I grado e obesità grave. Sono stati inoltre analizzati i principali determinanti dello stile di vita, comprese le abitudini alimentari. I ri¬sul¬tati emersi dal nostro studio sottolineano la necessità di programmi permanenti di promozione della salute sui luoghi di lavoro, da integrare, per ridurre i costi e massimizzare l’efficacia, nell’am¬bito del¬le attività di sorveglianza sanitaria già previste per legge.



Workplace Health Promotion and Medical Surveillance are actually extremely important in Health National Policies. Despite some significant experiences at a national level, it has not yet established a national network for Health Promotion in the Workplaces. A cross-sectional study was performed, providing the implementation of a Nutritional Surveillance program as part of the activities of Medical Surveillance on Naples Municipal employees. For every worker were collected personal, anamnestic, professional, anthropometric and ematochimic data. A questionnaire on lifestyle including a semi quantitative dietary habits evaluation was also administered. Data have been collected and analyzed using SPSS 13.0 and NAF’s (Nutrition Analysis of Food Frequency Questionnaire) programs. The final study sample comprised 2303 workers (75.6% male and 24.4% female), and the participation rate was 47.3%. Only 24,4% of the sample had a normal weight, whereas 42,1%, 23,5% and 8,7% were overweight, obese and severely obese respectively. Main determinants of lifestyle were also analyzed. The results of our study underline the need to plan specific Public Health strategies on the workplaces. This programs could be integrated in Medical Surveillance activities, which are established by national regulations, to be more effective and less expensive.

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