Scarse informazioni a proposito di OGM

Autori/Authors : Pellati R.

Il sondaggio ISPO/FUTUR AGRA su “Informazione, ricerca scientifica,e propensione all’acquisto degli OGM in Italia” ha rilevato che delle circa 370 mila notizie trasmesse dalle 7 reti televisive e dalle 15 emittenti radiofoniche nazionali tra il 1 Gennaio 2011 e il 25 Settembre 2012, solo 61 ( 0,02 %) hanno trattato il tema OGM e per un tempo pari allo 0,03 % sul totale di informazione delle reti che hanno proposto l’argomento.
Parallelamente il sondaggio mette in luce che il 33 % della popolazione dichiara di non avere mai sentito parlare di OGM, percentuale che sale al 50 % tra gli over 64enni e al 41 % tra chi è residente nel Sud e nelle Isole. Nonostante il 67 % degli italiani dichiari di conoscere gli OGM, di questi solo il 70 % sa bene di cosa si tratta. Una percentuale che si assottiglia ulteriormente ( 5 % ) se si escludono quanti non conoscono il significato dell’acronimo o non hanno le idee chiare sulla presenza di geni in tutte le piante e non solo in quelle biotech. Gli intervistati sono divisi sulla conoscenza dell’acronimo OGM (Organismi Geneticamente Modificati): meno di uno su due indica correttamente il significato e il 48 % non ne conosce affatto il significato.
Se si considera l’esposizione media alle informazioni, secondo il sondaggio ISPO/Futuragra, quelle contrarie agli OGM superano di 8 punti quelle a favore, un differenziale che sale a 10 punti percentuali se si considerano solo coloro che dichiarano di aver sentito parlare di OGM.
Dal sondaggio emerge che il 42 % degli italiani pensa che oggi in Italia si coltivino prodotti agricoli OGM e che il 63 % non sappia o pensi che sia falso il fatto che nei prodotti in vendita siano presenti quote di ingredienti OGM.
Solo 1 italiano su 5 sa che negli allevamenti italiani DOP è consentito impiegare mangimi OGM.
E’ il frutto di una propaganda contro le biotecnologie che da una parte fa credere che si coltivino e dall’altra nasconde che negli alimenti e nella filiera siano usate da anni materie prime biotech, senza danni alla salute e con benefici economici sia per i consumatori che per i produttori.
Solo il 12 % della popolazione si è attivata direttamente per cercare informazioni sugli OGM, mentre il 55 % le ha ricevute passivamente. Mentre per gli “attivi” è internet la prima fonte (46 %), per i “passivi” la televisione è di gran lunga la fonte più citata (70 % del totale delle risposte).
Nel complesso il 51 % degli italiani non è stato esposto ad alcuna informazione sugli OGM, sebbene il 25 % di coloro che mostrano un elevato livello di esposizione si concentri nella fascia di età tra 18 e i 34 anni ( 25 % ) e risieda nel Nord Est (30%).
In particolare un quarto dell’informazione radiotelevisiva è stata riservata a interventi del Presidente di Coldiretti (15,1 %) e di Mario Capanna, Presidente della Fondazione Diritti Genetici (10,2 %), entrambi apertamente contrari agli OGM. La “scienza” è stata rappresentata solo da 3 voci: Roberto Defez (8,9 %), Gianni Tamino (8,9 %), Giorgio Calabrese (5,9 %) che complessivamente rappresentano il 23,7 % degli ascolti da telegiornali, giornali radio, trasmissioni televisive e radiofoniche.

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