Antimuffa e agrumi

Autori/Authors : Pellati R.

Gli agrumi possono essere colpiti da muffe che rendono i prodotti non edibili (marcescenza). Ciò si verifica soprattutto per gli agrumi che debbono fare viaggi molto lunghi (provenienza da altri continenti). A questo proposito le Autorità Sanitarie europee ed italiane hanno emanato norme che consentono di trattare superficialmente gli agrumi con bifenili e tiabendazolo, antimuffa con le sigle E 230 e E233, ovviamente a condizioni che i residui rientrino nei limiti imposti dall’Unione Europea. L’autorizzazione si basa sul fatto che, normalmente le bucce vengono scartate e quindi il pericolo di assumere i residui degli additivi dovrebbero essere modesti. Esiste però il pericolo che le bucce vengano ingerite o utilizzate per fare liquori o confetture di marmellata o canditi. Il pericolo è possibile anche per gli agrumi venduti allo stato sfuso, dove scompare la dicitura dell’etichetta “bucce non edibili”.
Gli agrumi di importazione sono quelli maggiormente a rischio, come il lime, apprezzato per la sua scorza impiegata nella preparazione di cocktail.
Anche se la pericolosità dei due additivi è modesta, risulta ragionevole il consiglio dell’Unione Nazionale Consumatori (messo a punto dal prof. Agostino Macrì) di evitare il consumo alimentare delle bucce di tutti gli agrumi, sia in modo diretto allo stato fresco o conservato, sia utilizzate per aromatizzare bevande alcooliche, analcoliche e infusi.

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