Cibi sotto zero

Autori/Authors : Pellati R.

Vittorio Gagliardi presidente IIAS (Istituto Italiano Alimenti Surgelati) ha analizzato i dati sui consumi di alimenti surgelati in occasione della commemorazione dei 50 anni di fondazione dell’Istituto suddetto.
In Italia il consumo pro-capite di prodotti surgelati è tra i più bassi d’Europa (14 Kg all’incirca a fronte di un consumo medio europeo di circa 23 Kg). Di conseguenza ben si comprende come le potenzialità di crescita siano piuttosto elevate. I comparti trainanti sono quelli dei prodotti ittici, delle patate, delle pizze. L’ittico surgelato ha registrato una crescita dell’1,2 % rispetto all’anno precedente, con un trend più favorevole per il pesce al naturale (+ 3,4 %). Per il segmento pizze e snack si evidenziano ancora una volta segnali positivi (+ 3,5 % ) soprattutto per le pizze grandi (+4 %). La crescita del consumo di patate è segnalato con un + 1,4 %.
I vegetali nel loro insieme si mantengono stabili (aumentano gli aromi vegetali per il soffritto, calano le verdure semplici, zuppe e minestroni). C’è una contrazione per i piatti pronti.
Per il canale di vendita “door to door” si intravede una grande potenzialità di crescita.
Andrea Ghiselli (Dirigente INRAN) ha messo in risalto i vantaggi di tipo nutrizionale offerti dai surgelati per raggiungere l’obiettivo delle 5 porzioni di frutta e verdura segnalato dalla comunità scientifica che si occupa di Nutrizione Umana. Vitalba Paesano (Direttore della testata online www.grey-panthers.it) ha evidenziato che i “nuovi seniors” hanno oggi un livello di istruzione ed un potenziale di acquisto maggiore rispetto al passato. Nella pubblicità gli over 65 sono invece trascurati a vantaggio dei giovani.
Giovanni Siri (Docente di Psicologia all’Università San Raffaele di Milano) ha raccomandato di tenere in considerazione i piatti pronti in base alle tradizioni gastronomiche italiane che necessitano di lunghe preparazioni (zuppe di cereali, minestroni di verdure). I piatti semplici invece (pasta al pomodoro) rischiano di essere penalizzati. Siri ha rilevato una scarsità di proposte nell’area benessere-salute che meriterebbe una maggiore attenzione e di pubblicizzare maggiormente i prodotti che richiedono tempi rapidi di scongelamento. Se si vuole che il settore surgelati continui a crescere occorre combattere l’idea che il prodotto surgelato sia inferiore al fresco dal punto di vista sensoriale.
Una precedente analisi dei consumi alimentari su base Istat, Federalimentare e Centro Studi Fipe, rivela che i consumi alimentari mostrano un calo del 3 % tra il 2000 e il 2011. Ciò che emerge è che non si spende meno perché si mangia meno, ma si mangia meno perché si dedica meno tempo alla cucina. Oggi si spende a testa per acquistare prodotti alimentari circa 1.855 euro, mentre negli anni passati si spendeva 1.934 euro. Tutte le ricerche confermano che circa un quarto del fatturato dell’industria alimentare (ben il 24 % pari a 28,8 miliardi di euro) è rappresentato da prodotti che presentano un alto contenuto di innovazione: la gamma del cosiddetto “tradizionale evoluto”. E’ in aumento il gradimento del consumatore per le tecnologie d’avanguardia in grado di preservare e rendere immediatamente disponibili gusti, fragranze e proprietà nutrizionali prossimi al prodotto fresco.
Le famiglie italiane spendono attualmente per mangiare circa 215 miliardi di euro, 142 tra le mura domestiche e 73 fuori casa. Questi ultimi sono in aumento, tenuto conto anche dei nuovi stili di vita (aumento dei single, la donna che lavora, l’affermazione delle famiglie mononucleari, l’invecchiamento della società, l’avanzata della multi-etnicità).

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