Di Costanzo M.G.

Dedicato a Laura

Rivista : Anno 41/Numero 2

Laura Pizzoferrato, Dirigente di Ricerca dellʹIstituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, principale responsabile della ricerca nellʹambito del settore lattiero‐caseario dellʹente, si è spenta dopo una lunga malattia, allʹetà di 59 anni.
Laureata in Chimica Industriale, ha iniziato la sua carriera all’Ispettorato Repressione Frodi di Asti, svolgendo anche lʹincarico, presso il Reparto Carabinieri del Ministero Agricoltura e Foreste, di controllare gli alimenti che il Governo italiano inviava come aiuti ai Paesi in Via di Sviluppo.
Dal 1985 inizia la sua carriera nell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione e si afferma sempre più svolgendo attività di ricerca nel settore lattiero‐caseario, di cui diventa presto uno dei massimi esperti a livello nazionale ed internazionale.
Studio, Curiosità e Passione sono sempre state le parole chiave del suo lavoro in particolare e della sua vita in generale.
La sua voglia di conoscenza e la grande capacità di trasmettere il sapere a tutti, la porta nel 2005 a conseguire il Master in “Giornalismo, comunicazione scientifica e istituzionale” e il Master in “Percorsi Istituzionali di Comunicazione Scientifica”, che le permetterà di affiancare ai numerosi articoli scientifici anche unʹintensa e proficua attività divulgativa, estendendo i risultati delle sue ricerche anche ai consumatori e ai non addetti ai lavori.
La capacità di Laura di farsi capire da tutti le veniva dalla passione autentica per il settore di ricerca a cui si era maggiormente dedicata, in cui molecole e meccanismi di reazione rappresentavano un continuo stimolo allo studio.
La sua assenza sarà una perdita per la scienza in generale e per la chimica degli alimenti in particolare: sarà molto difficile colmare il vuoto che si è creato da parte di chi lʹha stimata come collega e conosciuta come amica lavorando con lei in questi anni.

Pamela Manzi
Maria Mattera
Maria Gabriella Di Costanzo

La FoSAN si associa al pensiero dei suoi collaboratori più stretti ricordando il prezioso contributo scientifico fornito alla Rivista Italiana di Scienza dellʹAlimentazione come membro del Comitato Scientifico.

 

Composizione di formaggi DOP italiani

Rivista : Anno 36/Numero 3

Per raccogliere le informazioni, che spesso mancano, sulla composizione dei formaggi italiani a Deno¬mi¬na-zione di Origine Protetta (DOP) e di verificarne la variabilità, è stato effettuato un campionamento di 120 for¬mag¬gi DOP italiani acquistando più prodotti in diversi punti vendita (negozi, mercati, supermercati). Confrontando la composizione di base, i contenuti di vitamina E, vitamina A, colesterolo, calcio e fosforo è stata osservata un’am¬pia variabilità che dimostra come la qualità non sia costante tra i prodotti con la stessa denominazione. Questa varia¬bilità è dovuta alle diverse tecniche di allevamento animale, all’area geografica, alla stagione di raccolta del latte e alle tecniche dei diversi produttori, ma anche ai metodi di conservazione e al grado di stagionatura. In particolare il tempo di stagionatura può portare a variazioni importanti nella caratteristiche organolettiche del prodotto e disattendere le aspettative del consumatore. La semplice informazione in etichetta della data di inizio stagionatura, come avviene ad esempio per i salumi e per i formaggi più pregiati, potrebbe risolvere in parte questo problema.



In order to collect information, sometimes missing, on the nutritional composition of PDO Italian cheeses and to verify their quality variability, 120 samples have been purchased from different commercial sources and studied. Comparing the proximate composition, vitamin A, vitamin E and cholesterol contents, calcium and phosphorus levels, a large variability among different samples of each PDO product purchased in different shops or produced by different manufacturers can be observed, meaning that quality is not a constant in each PDO cheese. This quality variability is due to different animal breeding, geographical area, season, processing but also to different storage conditions and ripening time. These quality differences can embarrass consumers, disappointing their expectations, but might be partially overcome labelling the start time of maturation for each cheese.



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